Firenze in bianco e nero: una prospettiva su via de’ Tornabuoni

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Firenze in bianco e nero: una prospettiva su via de’ Tornabuoni
Passeggiare in via de’ Tornabuoni a Firenze è come entrare in una galleria d’arte a cielo aperto, tra palazzi storici, moda d’élite e prospettive urbane perfette per la fotografia. Ecco il racconto di una passeggiata con scatto incluso, qualche consiglio fotografico e uno sguardo sullo street food e i parcheggi più comodi.

Passeggiare lungo via de’ Tornabuoni è un po’ come aprire un libro illustrato sulla Firenze rinascimentale, ma con un profumo leggero di alta moda e quel sottofondo urbano fatto di passi, vociare in lingue diverse e biciclette che sfrecciano tra i sanpietrini. Siamo nel cuore elegante della città, in una via che da secoli racconta storie di potere, famiglie nobili, arte e, più recentemente, di vetrine scintillanti firmate Gucci, Ferragamo, Dior e compagnia bella.

Ma sarebbe riduttivo pensare a questa strada solo come una passerella per fashion addicted. Via de’ Tornabuoni è molto di più: è la spina dorsale storica di una Firenze nobile e segreta, che pulsa a due passi dai circuiti più battuti e che riserva sorprese in ogni angolo, tra portoni decorati, logge austere e scorci da fotografare senza sosta.

Dove si trova e perché è speciale

Via de’ Tornabuoni a Firenze collega piazza degli Antinori a ponte Santa Trinita, attraversando una delle zone più raffinate della città. Qui un tempo sorgevano le case delle famiglie più potenti, dai Tornabuoni ai Strozzi, dai Minerbetti ai Gianfigliazzi, e ancora oggi si percepisce quel senso di potere discreto che solo i palazzi fiorentini sanno comunicare, con le loro facciate in pietra serena e i finestroni regolari.

La cosa bella è che sei a due passi da tutto: piazza della Repubblica è lì dietro, il Duomo si raggiunge in cinque minuti a piedi, e appena svoltato l’angolo ti trovi davanti a Palazzo Strozzi, con le sue mostre d’arte contemporanea sempre di altissimo livello. Più avanti ti aspetta il Museo Salvatore Ferragamo, che custodisce non solo la storia del brand ma anche quella del costume del Novecento.

Cosa vedere nei dintorni

Uno dei miei rituali fiorentini è arrivare a Tornabuoni da via della Vigna Nuova, lasciarmi alle spalle il traffico di piazza Goldoni e tuffarmi nel silenzio elegante di questa via. Dopo un’occhiata fugace alle vetrine (che sono piccole opere d’arte a rotazione), mi piace camminare lentamente verso piazza Santa Trinita, una delle più affascinanti della città, con la sua Colonna della Giustizia, la chiesa omonima e l’ingresso monumentale al ponte.

Da lì, spesso svolto verso via delle Terme, un dedalo che mi porta in pochi minuti fino a piazza della Signoria o verso gli Uffizi. Firenze è una città che si gira a piedi e ogni svolta è un invito alla sorpresa. Ma anche restare su Tornabuoni ha il suo perché: ogni dettaglio, dalla grondaia lavorata a mano al portone intagliato, racconta secoli di storia.

Lo street food fiorentino e una pausa come si deve

E a proposito di pausa, dimentica per un attimo l’idea del ristorante. Firenze si vive anche con un panino in mano e un lampredotto che ti cola sulle dita, mentre appoggi lo zaino sul primo muretto disponibile. Lo street food qui è una religione: ti basta allontanarti di poco da Tornabuoni e raggiungere via dei Neri, dove tra tramezzini oversize e panini con il bollito non sai da che parte girarti.

Oppure puoi andare verso piazza del Mercato Nuovo, lasciarti incantare dalla Fontana del Porcellino, accarezzargli il naso (porta fortuna, pare), e ordinare una schiacciata croccante con finocchiona da gustare seduto sui gradini. Mangiare a Firenze, anche al volo, è sempre un’esperienza.

Dove parcheggiare per visitare Firenze

Se arrivi in auto a Firenze – scelta che non ti consiglio in alta stagione – il parcheggio è una nota dolente, ma risolvibile. Le ZTL fiorentine sono ovunque e piuttosto severe, quindi ti conviene affidarti a parcheggi custoditi ai margini del centro. Personalmente consiglio il parcheggio Parterre oppure Santa Maria Novella, entrambi comodi e ben collegati al cuore cittadino. Per una mappa aggiornata e tutte le tariffe, ti suggerisco di dare un’occhiata qui: Firenze Parcheggi – Parcheggiare in centro.

La foto: la prospettiva che racconta la città

Quello che vedi qui sopra è uno scatto che ho realizzato proprio in via de’ Tornabuoni, guardando verso l’arco che collega le due ali di Palazzo Spini Feroni, con un cielo che sembrava pitturato a mano. L’ho scattata con la mia Fuji X-T2, fedele compagna di viaggio e reportage, montando un Fujifilm XF18-55mm F2.8-4R LM OIS WR, una lente che per me resta tra le più versatili quando si parla di fotografia urbana.

Le impostazioni erano: ISO 400, focale 30mm, nessuna compensazione dell’esposizione, f/4,5, tempo 1/250 s. La luce era perfetta, morbida ma netta, e ho scelto di lavorare in bianco e nero per enfatizzare i contrasti tra le pietre scolpite dei palazzi e l’asfalto, tra le geometrie architettoniche e le figure umane che popolano la strada.

Nel fotogramma si apre una prospettiva centrale, dove tutto converge verso l’arco monumentale al fondo, incorniciando il flusso di persone, le biciclette parcheggiate, le vetrine e i passanti che sembrano comparse in un teatro urbano. La composizione è volutamente simmetrica, ma viva: nulla è statico, ogni elemento racconta un movimento, un passaggio.

Fotografare la città: un consiglio da seguire

Se ti stai chiedendo come fare anche tu foto urbane che raccontano qualcosa, ti dico subito che non serve avere la macchina più costosa del mondo. Serve allenare l’occhio e la pazienza. Cammina, osserva, scatta poco ma scatta bene. Scegli un punto di vista, poi cambialo. Prova ad abbassarti, a scattare dal centro della strada (sempre con attenzione, ovviamente), gioca con le linee prospettiche.

Una delle cose che faccio sempre è cercare la luce che taglia i volumi, e aspettare. Aspettare che una persona entri nell’inquadratura, che accada qualcosa che dia vita alla scena. La fotografia urbana è fatta di istanti e geometrie, ma anche di emozioni silenziose.

Una via che è un manifesto fiorentino

Via de’ Tornabuoni è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per essere fotografati e vissuti allo stesso tempo. È una strada che ti regala Firenze senza urlare, una via elegante ma accessibile, profonda ma leggera. Puoi passarci di fretta o perderci due ore, tanto qualcosa da raccontare lo trovi sempre, che sia un dettaglio architettonico, una scena rubata o un riflesso in una vetrina di lusso.

Io ci torno ogni volta che sono a Firenze, con la mia macchina fotografica e una voglia matta di lasciarmi sorprendere ancora.

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