Basilica di Santa Croce a Firenze: il tempio della memoria italiana

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Basilica di Santa Croce a Firenze: il tempio della memoria italiana
La Basilica di Santa Croce a Firenze è il più grande tempio francescano al mondo e custodisce le tombe di grandi italiani come Michelangelo e Galileo. Tra affreschi di Giotto, altari gotici e chiostri silenziosi, offre un viaggio nella storia e nell’arte, reso ancora più suggestivo dalla mia fotografia in bianco e nero che ne esalta la maestosità e le linee architettoniche.

Ogni volta che entro nella Basilica di Santa Croce a Firenze ho la sensazione di varcare una soglia che non è solo fisica, ma anche temporale. È come se l’aria stessa fosse intrisa di storie, di vite, di momenti che hanno segnato la storia d’Italia. Questa non è una chiesa qualsiasi: è il luogo in cui riposano i grandi nomi del nostro Paese, uomini che hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura, nella scienza, nell’arte e nella politica. La sua imponenza architettonica e la sua atmosfera silenziosa la rendono una tappa imprescindibile per chiunque ami viaggiare alla scoperta di luoghi che uniscono bellezza e significato.

Prima di parlare di cosa ti aspetta all’interno, voglio spiegarti come arrivarci comodamente da Roma e dove parcheggiare senza rischiare multe salate, perché Firenze è splendida ma la sua ZTL è spietata con chi non la conosce.

Come arrivare da Roma e dove parcheggiare

Partendo da Roma, il percorso più semplice e veloce per raggiungere la Basilica di Santa Croce è prendere l’Autostrada A1 Milano-Napoli in direzione nord. L’ingresso più comodo è quello di Roma Nord – Fiano Romano, così eviti di attraversare tratti cittadini e ti immetti subito sul lungo tratto autostradale che attraversa l’Umbria e la Toscana. Sono circa 270 chilometri fino a Firenze Sud, con un tempo di percorrenza medio di tre ore senza soste. Personalmente, ti consiglio di partire presto la mattina: la luce dell’alba sulle colline umbre e toscane è uno spettacolo che merita di essere vissuto, anche solo dal finestrino.

Una volta arrivato a Firenze Sud, segui le indicazioni per il centro ma ricorda che l’accesso alla ZTL è limitato e controllato da telecamere. Il mio consiglio è di dirigerti verso uno dei parcheggi custoditi appena fuori dalla zona a traffico limitato, come il Parcheggio Sant’Ambrogio o il Parcheggio Beccaria. Entrambi sono comodi, sicuri e a breve distanza a piedi dalla Basilica. Dal parcheggio, ti basteranno pochi minuti per ritrovarti davanti alla facciata in marmo policromo della Basilica di Santa Croce, con il suo bianco, verde e rosa che brillano alla luce del sole.

Un po’ di storia della Basilica di Santa Croce

La Basilica di Santa Croce è la più grande chiesa francescana del mondo e rappresenta un capolavoro assoluto dell’arte gotica in Italia. La sua costruzione iniziò nel 1294 su progetto di Arnolfo di Cambio, lo stesso architetto che progettò il Duomo di Firenze. Venne eretta grazie al contributo della ricca comunità francescana della città, che voleva un edificio grandioso, capace di accogliere un gran numero di fedeli e di celebrare la spiritualità francescana.

Nei secoli la Basilica di Santa Croce è diventata molto più di un luogo di culto: è un vero e proprio pantheon laico in cui sono custodite le tombe di Michelangelo Buonarroti, Galileo Galilei, Gioachino Rossini, Niccolò Machiavelli e di molti altri illustri italiani. Ogni tomba racconta una storia, e passeggiando tra le navate si ha la sensazione di camminare accanto ai giganti della nostra cultura.

Cosa vedere all’interno

Entrare nella Basilica di Santa Croce significa immergersi in uno spazio che unisce architettura, pittura e scultura in un equilibrio perfetto. Le alte navate gotiche, illuminate dalla luce che filtra dalle vetrate istoriate, creano un’atmosfera sospesa. Le cappelle laterali, molte delle quali affrescate da maestri come Giotto e i suoi allievi, sono piccoli scrigni d’arte che meritano di essere osservati con calma.

Tra le opere più significative c’è il ciclo di affreschi nella Cappella Bardi e nella Cappella Peruzzi, capolavori di Giotto che raccontano le storie di San Francesco e di San Giovanni Evangelista. Il coro e l’altare maggiore sono riccamente decorati, e non si può non restare colpiti dal dettaglio e dalla vivacità delle scene rappresentate.

Il biglietto d’ingresso costa intorno agli 8 euro per gli adulti, con riduzioni per studenti, anziani e gruppi. L’accesso include anche la visita ai chiostri e al Museo dell’Opera di Santa Croce, dove si trovano altre opere d’arte e manufatti legati alla storia della Basilica di Santa Croce. Ti consiglio di dedicare almeno due ore alla visita, così da non dover correre e poter assaporare ogni dettaglio.

La mia fotografia all’interno di Santa Croce

Durante la mia ultima visita, ho deciso di fotografare la navata centrale della Basilica di Santa Croce puntando sulla potenza delle linee architettoniche e sulla profondità prospettica. Ho scelto il bianco e nero per eliminare la distrazione del colore e concentrare lo sguardo sul rapporto tra luci e ombre. Per realizzare questo scatto ho utilizzato una Fuji X-T3 con obiettivo Fujifilm XF18-135mm F3.5-5.6R LM OIS WR, impostando ISO 6400, lunghezza focale 18mm, apertura f/4 e tempo di esposizione 1/60s.

La posizione dello scatto è centrale, allineata con il corridoio principale che conduce all’altare maggiore. Il pavimento decorato, delimitato da corde che impediscono il passaggio diretto, diventa un elemento guida che accompagna l’occhio dello spettatore fino al presbiterio. Lì, l’altare e le vetrate istoriate emergono come un punto di luce e di attenzione. Ho scattato aspettando che la navata fosse quasi vuota, così da restituire quella sensazione di pace e di maestosità che si percepisce quando si è soli in un luogo sacro.

Descrizione dell’immagine

La foto mostra l’interno della Basilica di Santa Croce con una prospettiva perfettamente simmetrica. Le colonne in pietra si innalzano eleganti ai lati, sorreggendo archi a sesto acuto che conducono verso il soffitto a cassettoni in legno scuro. La luce entra filtrata dalle vetrate, illuminando con discrezione le decorazioni dell’altare. In fondo, le pareti del presbiterio sono coperte di affreschi che raccontano storie bibliche e vite di santi, e il bianco e nero ne mette in risalto i contrasti e la texture.

Le poche figure umane presenti nell’inquadratura, piccole rispetto alla monumentalità dello spazio, servono a sottolineare quanto sia imponente l’architettura della Basilica di Santa Croce e a dare un’idea delle sue proporzioni reali. La scelta di escludere il colore permette di far emergere la purezza delle forme e la forza delle linee, rendendo la fotografia quasi senza tempo.

Perché visitare la Basilica di Santa Croce

Santa Croce non è solo un luogo di culto, ma un simbolo della memoria collettiva italiana. È il luogo in cui l’arte incontra la storia, dove ogni pietra e ogni opera raccontano un frammento di ciò che siamo stati come popolo. Visitandola, ci si rende conto che non si tratta soltanto di ammirare capolavori artistici, ma di entrare in dialogo con la nostra stessa identità culturale.

Camminare nella navata centrale, fermarsi davanti alle tombe di grandi personaggi, ammirare gli affreschi di Giotto e respirare l’atmosfera dei chiostri è un’esperienza che arricchisce non solo la mente ma anche lo spirito. Ed è proprio per questo che, ogni volta che torno a Firenze, Santa Croce è una delle prime tappe che faccio: per ritrovare quella connessione profonda con il passato e per lasciarmi ispirare dalla bellezza che qui sembra non avere fine.

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