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ToggleOgni volta che torno agli Uffizi ho la sensazione di entrare in un luogo che va oltre il concetto stesso di museo. Qui, tra corridoi affollati e sale illuminate da una luce che sembra sospesa nel tempo, l’arte si respira, si tocca, si vive. Ma stavolta voglio portarti con me in un angolo particolare della galleria, un luogo che ho fotografato con una certa emozione: davanti a una statua che mi ha sempre affascinato per la delicatezza della sua forma e per la potenza simbolica che incarna. Sto parlando della statua di Leda, una delle figure più intriganti della mitologia greca, ritratta in un’opera che riesce ancora oggi a parlare direttamente all’immaginazione di chi osserva.
Un salto nel tempo: gli Uffizi, un tempio dell’arte
Prima di arrivare a Leda, è giusto raccontarti un po’ cosa significa varcare la soglia degli Uffizi. Il museo si trova nel cuore di Firenze, affacciato sull’Arno e a due passi da Ponte Vecchio, in un edificio progettato da Giorgio Vasari nel Cinquecento per volere di Cosimo I de’ Medici. Nasceva per ospitare gli uffici amministrativi della magistratura fiorentina, ma ben presto si trasformò in una delle più straordinarie collezioni d’arte al mondo, grazie alla lungimiranza della famiglia Medici.
Visitare gli Uffizi è come percorrere un sentiero che attraversa secoli di storia dell’arte, da Giotto a Botticelli, da Leonardo a Caravaggio. E se stai programmando la tua visita, ti consiglio di prenotare in anticipo. Il biglietto intero costa 25 euro, ma puoi acquistarlo direttamente online per evitare le lunghe code all’ingresso. Ti lascio il link ufficiale di acquisto biglietti così puoi pianificare tutto con calma.
Leda e il cigno: l’eterno gioco tra amore e potere
Passeggiando tra le statue in marmo delle sale dedicate alla scultura classica, mi sono trovato davanti a lei: Leda. La statua, in marmo bianco, è un esempio perfetto di come l’arte riesca a tradurre in forma tangibile i miti che hanno attraversato i secoli. La sua figura è aggraziata, il volto dolce, lo sguardo abbassato. Ma ciò che colpisce è la presenza del cigno, avvolto in una danza silenziosa intorno al corpo di lei.
Per capire il senso profondo di quest’opera d’arte, dobbiamo immergerci nel mito. Leda era la regina di Sparta, moglie di Tindaro. Un giorno, mentre si trovava sulle rive dell’Eurota, Zeus si invaghì di lei e, per avvicinarla, assunse la forma di un cigno. Secondo la versione più celebre del mito, il dio la sedusse – o, in alcune varianti, la violentò – dando vita a uno degli episodi più controversi e affascinanti della mitologia greca.
Dalla loro unione nacquero quattro figli, due dei quali si dice fossero divini: Elena, la futura causa della guerra di Troia, e Polluce, uno dei Dioscuri. Il mito di Leda e del cigno è quindi carico di simbolismi, tra seduzione, metamorfosi e nascita del destino.
Una statua che parla al presente
Quello che mi ha colpito, osservando e fotografando la statua, è il modo in cui riesce a suggerire tutto questo senza dire nulla esplicitamente. Nessuna scena erotica, nessuna espressione drammatica: solo un corpo e un animale intrecciati in un abbraccio che resta sospeso tra il sacro e il profano. L’opera non urla, non pretende di spiegarsi, ma lascia che sia lo spettatore a interrogarsi. E in questo, per me, sta la sua forza.
Quando andare agli Uffizi: una scelta di tempo e luce
Visitare gli Uffizi è un’esperienza che cambia a seconda del periodo dell’anno. Io preferisco andarci in bassa stagione, tra novembre e febbraio, quando le folle sono più contenute e ci si può prendere il tempo per osservare con calma. Le prime ore del mattino, appena aperto il museo, sono ideali: la luce che filtra dalle finestre crea giochi di chiaroscuro perfetti per la fotografia, e l’atmosfera è più silenziosa, quasi contemplativa.
Se invece preferisci i mesi più caldi, cerca comunque di prenotare con largo anticipo e magari scegli un giorno infrasettimanale. Ricorda anche che gli Uffizi sono chiusi il lunedì.
Come ho scattato la foto a Leda
La statua di Leda non è facile da fotografare. La luce nelle sale degli Uffizi può essere impegnativa: mista, morbida, spesso laterale. Per ottenere lo scatto che avevo in mente, ho usato la mia Fuji X-T2 con l’obiettivo Fujifilm XF18-55mm F2.8-4R LM OIS WR, impostando ISO 2500, 25mm, f/3,2, 1/60s e nessuna compensazione dell’esposizione (0EV). Non ho usato il flash, perché è vietato e – diciamolo – rovina sempre l’atmosfera.
Ho scelto di lavorare con un diaframma relativamente aperto per ottenere un minimo di sfocato sullo sfondo, così da isolare la figura di Leda. L’alto valore ISO mi ha permesso di mantenere una buona velocità di scatto, evitando il micromosso, anche senza treppiede.
Un consiglio fotografico per chi vuole catturare l’arte
Fotografare agli Uffizi è un’arte nell’arte. Il mio consiglio, oltre al rispetto assoluto per le opere e gli altri visitatori, è di osservare la luce naturale e adattarti a essa. Spesso non potrai posizionarti come vorresti, quindi cerca angolazioni insolite: dal basso verso l’alto, oppure di lato, magari cogliendo il riflesso sul pavimento lucido. Non aver paura di alzare gli ISO: le mirrorless moderne reggono benissimo anche a 3200 o 4000, e meglio una foto un po’ rumorosa che una sfocata.
Evita l’uso del flash e ricordati che molte sale sono illuminate in modo delicato proprio per non danneggiare le opere. In alcuni casi, puoi usare le mani come “paraluce” improvvisato per bloccare riflessi indesiderati. Infine, quando scatti statue come quella di Leda, cerca di raccontare una storia con la tua foto. Non limitarti a documentare: suggerisci, accenna, emoziona.
Una storia antica che parla ancora oggi
Leda, in quella sala silenziosa, continua a dialogare con chi la osserva. La sua storia è carica di contrasti: bellezza e violenza, amore e destino, potere e fragilità. E forse è proprio per questo che, sebbene sia una delle tante statue presenti agli Uffizi, riesce sempre a catalizzare lo sguardo. Non ha bisogno di grandi dimensioni né di pose teatrali. Le basta essere lì, in equilibrio tra umano e divino.
E se anche tu deciderai di visitarla andando agli Uffizi, fermati un momento in silenzio. Guardala, respira, scatta una foto solo se davvero ne senti il bisogno. Perché in fondo, in mezzo a tanta arte, Leda ti chiederà solo una cosa: il tuo sguardo sincero.